il web “fatt’ ha del cimitero mio cloaca / del sangue e de la puzza; onde ‘l perverso / che cadde di qua sù, là giù si placa.”

Queste parole Dante metteva in bocca a San Pietro nel canto XXVII  del Paradiso de La Divina Commedia (vv. 24 – 27) accusando così, per bocca del padre della Curia romana, lo scellerato operato di Bonifacio VII di cui l’Alighieri era fiero oppositore. Ma venendo ai nostri giorni queste parole possono benissimo essere riferite ad un luogo che voi tutti conoscete e che frequentate ogni giorno. Il web. E già, proprio la liberissima rete, il luogo dove ognuno può dire la sua, la nuova terra delle opportunità è forse il luogo più volgare, violento e pericoloso che esista sulla faccia della terra. Ma tralasciamo i pericoli, di cui penso tutti voi siate ben consci (truffe, pedofilia, furti d’identità, cyberbullismo, ecc…), e concentriamoci sugli altri due punti: la volgarità e la violenza, che naturalmente sono sempre collegati al concetto di pericolosità. Per quanto riguarda la volgarità è troppo facile individuare il colpevole nella pornografia e affini ma in realtà è una cosa più subdola. Qualcosa che va a braccetto con la violenza e che purtroppo è diretta conseguenza della libertà della rete, o forse dovrei dire libertismo.

Ormai infatti, per quello che può valere la mia modesta opinione, la gente ha talmente il cervello in pappa con questa storia del web libero che crede che offendere, minacciare di morte e diffamare qualcuno sia un suo diritto inalienabile. Esiste però un confine non proprio sottile tra utilizzare il web per esprimere un’opinione e/o un dissenso e l’utilizzarlo per scrivere porcherie nascondendosi, da vigliacchi, dietro uno pseudonimo. Quello che è successo al presidente della Camera Laura Boldrini, minacciata di morte e di stupro, ne è l’esempio lampante. Voi, se venissi sulla bacheca della vostra ragazza/moglie/amante e scrivessi “brutta puttana prima ti stupro e poi di ammazzo a coltellate” e altre amenità varie, sareste contenti? Eppure c’è tanta gente che difende questi, non so come chiamarli, porci. Gente che dice: “queste sono tutte scuse per mettere il bavaglio alla rete!” Ma quale bavaglio e bavaglio, gente come questa è giusto che venga punita. Sta abbassando il livello del confronto talmente in basso che ormai non sappiamo più discutere civilmente nemmeno a quattr’occhi e stiamo raggiungendo punti di degenerazione che quasi ci riportano al Medioevo. Quello che esiste sulla Rete è specchio di una profonda e troppo sottovalutata deriva culturale, che in tempi di crisi rischia di proliferare in maniera del tutto incontrollata. Ma guardiamoci negli occhi ed evitiamo ipocrisie.

Vi invito infatti a visitare un sito di sport, andateci la domenica o il lunedì dopo le partite di campionato e leggete i commenti agli articoli sul calcio. Si leggono delle cose allucinanti. Troppa gente, nascondendosi vigliaccamente dietro un pseudonimo, si sente libera di augurare la morte ai tifosi delle squadre avversarie e non solo. Tanto che in alcuni casi si sono raggiunti limiti in cui gli amministratori sono dovuti intervenire e hanno cominciato pubblicare i commenti solo previa approvazione da parte loro. Quindi basta sparare cavolate, perché se difendete così ardentemente la rete vuol dire che non la conoscete altrimenti sapreste che già da tempo c’è chi si sta prevenendo verso questo dilagare di volgarità e violenza censurando, giustamente, comportamenti scorretti e/o osceni. Insomma i troll non vi insegnano niente? Lo stesso Beppe Grillo si tutela nei loro confronti esercitando una censura preventiva onde evitare che il suo blog diventi un ricettacolo di insulti e volgarità. Addirittura alcuni giornalisti danno mandato ai loro avvocati di controllare costantemente i commenti ai loro articoli e di procedere nel caso in cui ricevano minacce e insulti pesanti (me lo hanno detto di persona). Sono quindi contento che Laura Boldrini abbia sollevato una questione in tal senso, perché, a mio parere, è un problema che merita in qualche modo attenzione. Sbaglia infatti chi prende questi comportamenti con leggerezza, voi se per caso vi arrivasse una lettera minatoria la ignorereste? Anche se le modalità di comunicazione sono diverse, una minaccia via web è pur sempre una minaccia. Punto.

Molta gente prova a giustificare queste azioni dicendo che “forse dovresti chiederti perché si rivolgono a te in quel modo”. Ma è proprio questo il punto! Spesso, anzi quasi sempre, non c’è assolutamente alcun motivo che giustifichi tali azioni se non la volontà di insultare gratuitamente il prossimo. Uno prova a fare un ragionamento con un commento del tutto educato e viene sommerso da commenti del tipo: “se un decerebrato”, “vaffanculo coglione”, “sparati”. Ma secondo voi può essere normale questo livello di discussione?

Adesso lungi da me dal criticare internet. E’ uno strumento potentissimo, è un ausilio unico per la ricerca e per lo studio, da opportunità a tantissima gente di approfondire le proprie conoscenze. Senza internet non potrei esprimere la mia opinione in questo senso. Ma se ci guardiamo un po’ meglio intorno sono sempre più diffuse le pagine in cui ad esempio viene fatta esplicita apologia del fascismo e del nazismo, pagine che incitano agli stupri di gruppo, pagine che difendono terroristi, pagine che incitano esplicitamente ad azioni violente. Dobbiamo veramente considerare normale tutto questo? Io non credo proprio. Bisogna dare un segnale, anche per tutti quei ragazzi che si sono suicidati in seguito a tristi vicende di cyber-bullismo. Non si può continuare ad ignorare questi fenomeni. Bisogna ccapire che a tutto c’è un limite, bisogna scoraggiare qualsiasi forma di violenza o incitamento all’odio, perché questi costituiscono un pericolo per tutti. Senza contare tutti i bambini e adolescenti che vengono in contatto con questo mondo e ci crescono. Come pensate che possano crescere? Insomma se il web lo conosceste veramente imparereste a diffidarne.