Anteprima Sniper Elite V2

Oggi ho avuto modo di provare per la prima volta la demo di questo gioco che uscirà prossimamente su PS3, XboX 360 e PC. Si tratta del seguito di Sniper Elite uscito nel 2005 e ne ricalca sia le ambientazioni, Berlino 1945, sia i temi, rubare alcuni segreti militari nazisti prima che cadano nelle mani dei sovietici, che il gameplay, totalmente incentrato sul cecchinaggio. Inoltre non si tratta di un FPS, ma di un gioco in terza persona, sebbene al momento di usare il mirino telescopico del proprio fucile si passi in modalità prima persona.

Il giocatore si troverà a vestire i panni dell’agente segreto Karl Fairburne, infiltrato agli alleati dietro le linee nemiche per sabotare le attività nemiche e rubare segreti militari. Come per il primo capitolo, Fairburne dovrà farsi strada tra le rovine di una Berlino prossima alla capitolazione con il suo inseparabile fucile di precisione facendo leva sulle sue capacità di infiltrazione silenziosa e di cecchino. Il gioco si discosta quindi dai più comuni FPS (Medal of Honor, Call of Duty, Battlefield) in quanto avanzare sparando all’impazzata risulterà del tutto controproducente, sia per l’evidente inferiorità numerica di fronte al nemico, sia perché l’IA non è per niente banale. Ogni missione richiederà quindi un accurato studio delle tattiche da usare e del territorio in cui ci si trova a combattere, individuando pattuglie in ricognizione, automezzi ed eventuali cecchini nemici e decidendo di conseguenza il modo migliore per raggiungere l’obiettivo. Questo, a mio parare, non fa altro che aumentare il realismo di gioco perché, un po’ come succede per i titoli della serie Brothers in Arms, bisogna far affidamento soprattutto sulle proprie abilità tattiche non potendo contare su munizioni in abbondanza. Si possono poi creare delle trappole per il nemico utilizzando mine a contatto o mine a inciampo (utili anche per coprirsi le spalle durante un appostamento), lasciando dei cadaveri in bella vista per attirare l’attenzione o addirittura ferendo un nemico di proposito per far accorrere qualcuno a soccorrerlo (vi ricordate Full Metal Jacket?). Senza contare che si può ricorrere anche al classico trucco di lanciare una pietra per sviare l’attenzione. Insomma il gioco è incentrato più sull’infiltrazione stealth che sullo sparatutto vero e proprio, un po’ come per i titoli della serie Deus Ex.

Un altro elemento che aumenta il realismo di gioco è la balistica dei proiettili. Non basterà quindi centrare il reticolo di mira sul bersaglio, ma bisognerà tener conto dell’abbassamento della traiettoria e dell’eventuale presenza di vento. Inoltre si possono collezionare uccisioni multiple: infatti, se un proiettile trapassa un bersaglio, questo andrà a colpire un eventuale nemico vicino, oppure se si colpiscono accidentalmente le granate appese alle cinture dei nemici, queste esploderanno provocando la morte o il ferimento di chi si trova nei pressi del bersaglio. Si può trovare una caduta di stile nella semplificazione di poter distruggere un carro armato, o un qualsiasi altro mezzo su ruote, semplicemente colpendo il serbatoio della benzina collocato sul retro, ma questo è più che altro un elemento finalizzato a non complicare troppo un gameplay già di per se di alto livello.

Inoltre, per godere appieno del gioco senza che esso risulti frustrante, ci sono diverse difficoltà di gioco:

Recluta: la balistica dei proiettili è inesistente, basta centrare il reticolo di mira sul bersaglio per fare centro. Inoltre l’IA è a un livello molto basso.

Marksman: il realismo della balistica aumenta ulteriormente, in questo caso però ci verrà in aiuto un rombo rosso nel mirino che ci aiuterà a capire dove il proiettile andrà a colpire. Anche l’IA nemica risulterà migliorata. E’ disponibile anche un ghost che indica la propria ultima posizione nota al nemico.

Sniper Elite: questa è la modalità più difficile e realistica. Gli aiuti di mira sono inesistenti e la balistica decisamente realistica. L’IA è molto avanzata con i nemici che non si limiteranno a nascondersi e a sparacchiare qualche raffica di tanto in tanto, ma faranno di tutto per stanarti coprendosi a vicenda. E’ quindi necessario spostarsi dopo ogni colpo perché se il nemico riesce ad individuare la tua posizione, questo vi concentrerà tutto il suo fuoco mentre qualcuno prova a raggiungere il tuo luogo di appostamento. Prima di utilizzare questo livello di difficoltà è quindi conveniente fare un po’ di pratica con i due livelli inferiori sia per capire la balistica dei proiettili che per perfezionare le proprie tattiche.

E’ possibile anche personalizzare il livello di difficoltà regolando separatamente l’IA nemica, il livello di realismo della balistica e il tipo di aiuti di mira che si voglio avere a disposizione. In questo modo si può, ad esempio, semplificare il procedimento di mira senza però rinunciare ad un nemico più difficile da battere.

Come per il capitolo precedente è disponibile la “kill cam” che, nel caso si realizzi un colpo particolarmente riuscito, mostrerà il tragitto del proiettile fino al bersaglio, evidenziando gli effetti che avrà sugli organi interni di quest’ultimo. Naturalmente con il livello di difficoltà più basso le kill cam si sprecheranno, ma passando alla modalità “Sniper Elite” diventeranno un elemento di gratificazione. Naturalmente saranno disponibili tutta una serie di punteggi e trofei da assegnare in base alle proprie performance in missione con lo scopo di aumentare la longevità del gioco già di per se buona dal momento che il giocatore può divertirsi a rigiocare più volte un livello modificando approccio e provando a realizzare dei colpi perfetti.

E’ stata inoltre annunciata anche una modalità multiplayer ma ancora non è stata definita. La demo del gioco (disponibile sul PS Store) non rappresenta nient’altro che il primo livello del gioco completo.

Quando i videogiochi non sono solo gioco.

Ho già parlato di L.A. Noire, ma voglio parlarne ancora perché la qualità di un gioco non sta solo nel gameplay, ma anche nella cura dei dettagli. E L.A. Noire è curatissimo nei dettagli, nella musica in particolare, composta da Andrew Hale. A mio parere presenta una delle migliori colonne sonore mai realizzate per un videogame al pari di Medal of Honor.

Il gioco dell’anno (fino ad ora)? LA Noire!

Sì, avete letto bene: L.A. Noire, il capolavoro pubblicato dalla Rockstar Games in aprile e sviluppato dal Team Bondi. Rockstar Games che ultimamente ha sfornato solo giochi di qualità, dal sempiterno GTA al western crepuscolare di Red Dead Redemption.

Rispetto ai giochi oggi in commercio, LA Noire si pone in una chiave del tutto nuova ed esce dagli schemi convenzionali a cui siamo abituati. Il giocatore viene catapultato nella Los Angeles del 1947 nei panni dell’eroe di guerra e neo agente del LAPD Cole Phelps. Si parte naturalmente dal basso, dall’attività di pattuglia che Phelps è costretto a svolgere come recluta nella polizia di Los Angeles, e col progredire del gioco si arriva fino alla squadra narcotici, il massimo a cui aspirava uno sbirro di LA in quegli anni.

Nella sua permanenza alla omicidi, Phelps si troverà a dover risolvere casi come quello della "Dalia Nera".

Nella sua carriera Phelps si troverà a risolvere vari casi della più svariata natura, dalla semplice scomparsa di persona al traffico di morfina proveniente dai surplus dell’esercito. E qui entra in gioco la novità rivoluzionaria messa in atto dal Team Bondi, non si tratta infatti di un’azione passiva, dove le indagini vengono svolte dall’IA, ma è proprio il giocatore a dover raccogliere indizi, compiere interrogatori, pedinare sospetti e infine trovare il colpevole. Ogni informazione verrà poi raccolta nel taccuino di Phelps che può essere consultato in ogni momento. Non manca però l’azione con sparatorie, scazzottate e inseguimenti. Naturalmente nella maggior parte dei casi le indagini tendono a “risolversi da se” con la confessione spontanea del sospetto dopo un interrogatorio o di fronte a prove schiaccianti, ma in diverse occasioni si tratta di incriminare uno tra due sospetti. Tuttavia più un giocatore è abile a raccogliere indizi e a porre le domande giuste, prima riuscirà a risolvere un caso. Abilità che deve essere anche quella di osservare le reazioni di un sospetto durante un interrogatorio per capire se stia mentendo o meno, questo grazie a una nuova tecnologia che permette di trasferire le espressioni facciali degli attori su cui si basano i personaggi in modelli computerizzati che riproducono nei minimi particolari i movimenti di ogni singolo muscolo facciale, dal deglutire allo storcere la bocca.

Phelps su una scena del crmine

Al termine di ogni caso al giocatore verrà assegnata una valutazione che sarà influenzata dal numero di indizi raccolti, dal numero di domande giuste poste in un interrogatorio e dal numero di “danni” commessi durante un caso. Sì, danni. Perché durante ogni indagine Phelps si troverà a dover girare in macchina per la Los Angeles degli anni ’40 ricostruita nei minimi particolari e che può essere esplorata da cima a fondo. Quindi sarà inevitabile che durante un inseguimento si faccia qualche incidente o che si danneggino le proprietà pubbliche. Inoltre, una volta che verranno risolti tutti i casi di un dipartimento, sarà disponibile la modalità “free roaming” relativa a quel dipartimento dove ci si può divertire a girare per le strade di LA e risolvere i crimini di strada (40 in tutto).

In LA Noire non manca l'azione.

Degna di nota è anche la trama che attinge a piene mani alla tradizione noir  americana, facendo più che felici i fan di scrittori come Chandler ed Ellroy. Non vengono meno alcune riflessioni più profonde sulla guerra e le conseguenze che ha sulla socità. Molto curata anche la colonna sonora.

Vale ora la pena spendere qualche parola in più sulla città interamente ricostruita in 3D. Naturalmente non tutta la città è stata trasferita nel gioco ma solo tre dipartimenti: Hollywood, Wilshire e Central. Tuttavia la mappa è abbastanza ampia da consentire di passare le ore ad esplorare i luoghi più nascosti di LA. E’ inoltre presente una serie di luoghi famosi da scoprire e che possono essere esplorati anche dall’interno. Anche

il parco auto è piuttosto ampio con quasi un centinaio di modelli diversi da guidare. Si va dalla classica auto della polizia bianca e nera al furgone del coroner, dalla fuoriserie all’auto di famiglia. Anche qui il giocatore di può divertire a cercare una serie di veicoli speciali nascosti nei garage di LA.

Naturalmente il gioco non è esente da difetti. Infatti a volte la grafica non è fluida come si vorrebbe e sono presenti alcuni glitch, niente di fastidioso però. A volte possono risultare irritanti anche gli interrogatori dove Phelps fa domande che sembrano non c’entrare niente col contesto generale disorientando il giocatore. Difetti però trascurabili per un gioco tanto innovativo come LA Noire.