Onikurai’s Corner: MotoGP Laguna Seca

Dal nostro inviato speciale

Non è facile oggi parlare di spettacolo motociclistico e gioire per quanto offerto dalla MotoGP ieri sera; ripetere ancora una volta che queste son le gare “o si smette di piangere o si smette di correre” sembra la solita ed inutile frase buttata giù per far effetto, in realtà, è purtroppo così; il motorsport, e quello delle 2 ruote in particolare, son di base una sfida contro se stessi e contro la nera mietitrice prima che una sfida contro gli altri.

Tanto è stato fatto per la sicurezza, tanto potrebbe ancora essere fatto (e sinceramente spero lo si faccia presto perché non si può vedere che in un campionato mondiale come la SBK le decisioni vengano prese con tanta leggerezza da gente che su una moto probabilmente non ci è mai salita), ma come ho tweettato ieri pomeriggio a Marco Melandri son i piloti che in primis dovrebbero alzare la testa e gridare a gran voce “lo spettacolo siamo noi e lo comandiamo noi!”, se non son loro in primis a riunirsi ed a far gruppo contro la cieca organizzazione come possiamo pensare che le cose possano cambiare in meglio? Dobbiamo sempre ricordarci di questo quando è troppo tardi?

Sinceramente credevo di non guardare neanche la MotoGP ieri sera e non vi nego di aver provato una strana sensazione durante tutta la gara, 1 ora non di divertimento e di euforia come al solito, ma 1 ora di apprensione continua, non vedevo l’ora che finisse perché per me ogni giro era una tortura; vedere gli onboard e le staccate al limite su una pista dove al massimo far girare le Tamiya radiocomandate, con muri a 10 metri, e vie di fuga inadeguate, riporta al pensiero precedente: Laguna Seca è una pista inadeguata a moto da 250cv, ma lo è anche per moto con molta meno potenza, “Dobbiamo sempre ricordarci di questo quando è troppo tardi?”.
Ed ancora, il secondo quesito “Quanto conta a Laguna Seca il regolamento FIM?”. Marquez ha corso una gara magistrale, o meglio tutto un week end magistrale, sempre in testa in tutti i turni, sempre il più veloce; il sorpasso su Bradl è stato uno spettacolo per gli amanti delle due ruote, con la moto che sbandierava a destra e sinistra, ha percorso l’ultima curva a moto quasi dritta girandola solo col freno e con la manetta del gas, orgasmo allo stato puro, eppure si osanna quella che, regolamento alla mano, è stata una manovra irregolare, quella stessa manovra che più volte in questo stesso topic ho etichettato come una manovra in perfetta infrazione del regolamento, perché la pista è delimitata da due righe bianche, se vai oltre sei fuori dal tracciato non dentro. Sembra quasi che il cavatappi di Laguna sia stato “sdoganato” sull’altare dello spettacolo: lì si può comunque fare. Nel 2008 Rossi era fuori pista mentre Stoner era in pista, con l’aggiunta di essere stato quasi urtato nel ritorno sul tracciato di Rossi.
Ieri entrambi hanno tagliato la curva, Marquez andando praticamente dritto e Rossi, ritardando la sua frenata, oltre il cordolo, due sorpassi dal forte impatto ma spettacolare non significa regolare.

Marquez: Voto 10+ perché come già detto ha dominato tutto il week end, è mancata solo la pole a causa della scivolata proprio mentre stava abbattendo di oltre 1 decimo il tempo di Bradl ma per il resto perfetto. In gara parte a rilento ma recupera sorpassando nell’ordine Jorge e Vale. Come il pugile migliore sfianca con i suoi colpi l’avversario Bradl ed alla fine lo mette KO con un montante vincente. A Laguna mai un Rookie aveva vinto, a Laguna si vince se ci hai già corso, per Marc queste cose non contano, i migliori due della classe erano a mezzo servizio ed ancora una volta non si è lasciato scappare l’occasione, raccogliendo quanto più possibile, un campione fa anche questo.

Bradl: al Sachs ci aveva provato qui è stato ancora più incisivo. Anch’egli velocissimo per tutto il week end, agguanta la pole al sabato e condurre oltre metà della gara in testa braccato dal Cabroncito non è cosa da poco. Una prestazione con la P maiuscola, bello vedere anche Cecchinello saltare festante, se lo merita proprio. Non è dato sapere se sarà la solita rondine ma ieri si è comportato alla stragrande. Voto 9,5.

Rossi: colpito lì dove non se lo sarebbe mai aspettato, quel cavatappi da tutti ricordato e osannato. Ma Vale ieri non è stato solo questo, è stato il primo dei piloti Yamaha al traguardo, ciò significa che ha portato a casa il massimo che ieri si potesse ottenere con una Yamaha. Tanti problemi durante i primi turni di libere, solo il guizzo nelle FP3 ma poi tanta sofferenza sul passo, in gara ha saputo trasformarsi a partire da quello stacco a fionda dopo il semaforo verde. Incassa la sconfitta con il sorriso e comunque guadagna una posizione in classifica generale scavalcando Cal. Bella gara Vale. Voto 9

Bautista: lo critico sempre, perché non si impegna, perché con quella moto DEVE fare di più, beh ieri l’ha fatto! Prima fila al sabato e garone la domenica, molto corretto, molto preciso, poche sbavature e l’interrogativo per tutti i giri finali: riuscirà a passarlo? Non ce l’ha fatta ma comunque ha corso una bellissima gara, alla faccia del solito duetto Mediaset che non perde occasione per tirare le solite frecciatine e per aizzare la gente contro… il giornalista DEVE essere super partes e commentare quel che vede, il tifo fuori per favore, altrimenti andate a commentare nelle piazzette davanti ai bar dove si riuniscono i bikers alla domenica. Voto 9-

Pedrosa: gira poco in prova per risparmiare le forze, salta due turni completi. Lo vediamo addirittura partecipare alle Q1, non ci punteresti un centesimo in gara e poi che fa, parte benissimo, si mette dietro il diretto rivale in campionato (a suo avviso) e fa gara intelligente. AL momento giusto passa avanti ed impone un ritmo insostenibile per il majorchino. Dani è tanto veloce quanto sfortunato, o compagni di squadra “pesanti” o infortuni sul suo cammino. Ora ci sono 4 settimane per rimettersi in sesto, Dani è sempre andato forte nella seconda metà di campionato, ci sarà da divertirsi. Voto 8,5

Lorenzo: Non avremmo dovuto vederlo, meditava di starsene a casa ed invece quanto successo a Pedrosa lo ha spinto a tornare in pista prima del necessario. Ci ha provato tutto il tempo e tutti i turni ma stavolta l’impresa è stata ben più ardua, complice anche una minor capacità di adattamento della moto al tracciato americano. Sul traguardo non è soddisfatto e lo dimostrano i pugni sul serbatoio ma Jorge ci ha messo l’anima anche ieri e questo premia nel corso della stagione. Voto 8

Chrutchlow: Velocissimo nei primi turni di prova, poi esagera nella FP4 e distrugge la moto, se la smettesse di cadere ogni 2 gare… ieri in gara si è vista solo l’ombra del pilota che al Sachs ha girato su tempi record raggiungendo la 2ª posizione, null’altro da dire se non, ci vediamo ad Indy, nell’attesa di conoscerne il futuro… Voto 6,5

Hayden e Dovizioso: oramai prendono costantemente lo stesso voto perché fanno gara in coppia, segno che più di così non si può fare. Rischiano anche il patatrac toccandosi sul rettilineo non rettilineo… In molti sperano per il prossimo anno, io non vedo alcuna mossa purtroppo in ottica futura e la cosa mi impensierisce non poco perché ricordo trattasi di Team Italiano al pari della Ferrari. Voto 5

Per una volta un voto anche a Giorgio Teruzzi devo darlo…. 2! Perché è vero che era un musone, schietto e sincero e poco avvezzo agli scherzetti ed alle scenette ma non riconoscere che il suo stile di guida fosse spettacolare è da STUPIDI IGNORANTI (nel senso che ignorano cosa significhi guidare una 2 ruote)! E per inciso, ti chiedi a chi manca Casey? A me, e credo a tanti tanti altri a giudicare da quel che si legge sui forum specializzati di COMPETENTONI, come li chiama Guido Meda ancora una volta il becero tifo da stadio prende il sopravvento sulle già misere competenze tecniche.

Analisi dei tempi
http://resources.motogp.com/files/res … /Analysis.pdf?v1_f6391eeb

Analisi per giro
http://resources.motogp.com/files/res … ysisbylap.pdf?v1_989a1499

Giri veloci
http://resources.motogp.com/files/res … tLapRider.pdf?v1_4be3a8c0

Velocità massime
http://resources.motogp.com/files/res … rageSpeed.pdf?v1_989a1499

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Onikurai’s Corner: Le pagelle della MotoGP

Lorenzo imperiale; ha messo giù una costanza ed una cattiveria che non ha consentito a nessuno di impensierirlo neanche in partenza. E’ vero che il compagno e Marquez han tirato giù i migliori tempi alla fine della gara ma l’hanno fatto con i serbatoio vuoto (Rossi) o rincorrendo gli avversari (Marquez), lui invece a inizio gara con gomme fredde ed il pieno di benza in perfetta solitudine. Spaventoso, oramai ha la piena consapevolezza dei suoi mezzi e delle capacità della moto, sarà un inizio di campionato come quello passato? 10 e lode

Rossi rinato; dimostra, se mai ce ne fosse il bisogno, che con la moto buona tra le mani riesce tranquillamente a tener testa e superare colleghi ben più giovani. Commette un errore che gli sarebbe potuto costare ben più caro ad inizio gara (ringraziamo il buon Capirex per aver ottenuto l’installazione dei dispositivo di sicurezza sul freno anteriore!) ma si riprende alla stragrande mettendo giù un passo micidiale. Un sollievo per lui ed i suoi tifosi. Voto 9,5

Marquez astro nascente; c’era da aspettarselo, ho puntato sul suo podio nella prima gara e così è stato. Si è dimostrato subito veloce nei test invernali, ha dominato le Free Practice (fatta eccezione per la prima sessione), rischia il patatrac con Dani in qualifica, parte maluccio ritrovandosi 8° ma recupera, a suon di sorpassi, avversari già abituati alle grandi potenze delle MotoGP; si permette il lusso di infastidire e scavalcare Dani ed alla fine lotta con il miglior Rossi… se le premesse son queste ci sarà da divertirsi. Prossima tappa Austin in Texas, pista nuova per quasi tutti dove già ha dominato i test… chissà! Voto 9,5

Pedrosa spaesato; Ok in Qatar non è mai andato bene negli anni passati però dopo gli sfacelli dei test ci si aspettava un Dani più combattivo. Risolve i suoi problemi in qualifica (anche se credo ci abbia messo più una pezza che non una soluzione vera e propria), parte a cannone come sempre ma le sue polveri sembrano bagnate. Il passo peggiora subito e si ritrova a far da tappo al compagno ed a Crutchlow per tutta la gara. Urge recupero. Voto 7,5

Crutchlow indemoniato; che la yamaha, ufficiale o no, sia moto valida par oramai chiaro a tutti, ma per guidarla al limite ci vuole comunque un bel pelo e Cal ce l’ha. Sembra sempre un po’ sopra le righe con la sua guida esagerata e spesso sciupa buona occasioni (inutile resistere così tanto all’attacco di Rossi, avrebbe avuto maggiori chance attendendo un paio di curve ma Cal è sempre stato così anche in SBK) ma quello visto ieri sera è un Cal comunque combattivo e pericoloso per gli avversari. Voto 7,5

Bautista prendi e porta a casa; non brilla durante le prove e qualifiche, qualche problema di troppo nel setup o solita flemma. Ciò nonostante porta a casa un discreto risultato, dietro di lui solo le Ducati. Voto 6,5

Dovizioso gladiatore con armi in plastica; alla vigilia della gara l’aveva detto che non ci saremmo dovuti aspettare troppo sul passo gara, le belle qualifiche non rispecchiavano il reale valore della moto. Parte con il coltello tra i denti e si porta subito in 3ª posizione, lotta con gli avversari, risponde agli attacchi di Rossi e resiste finché può, o meglio fino a quando le gomme possono, poi il solito baratro con la perdita inesorabile di secondi… c’é da fare, c’é tanto da fare e si sapeva, nell’attesa che la nuova moto arrivi a luglio bisogna tenere i denti stretti e lottare, lottare come purtroppo non si è fatto in passato. Voto 7

Hayden, Iannone e Spies spenti; li si vede poco in gara, Spies giusto un paio di volte anche grazie alle CRT contro le quali battaglia. Per loro purtroppo stessa cosa del Dovi, lavorare e stringere i denti, meriterebbero senz’altro una moto più competitiva anche loro…sufficienza sulla fiducia. Voto 6

Bradl sciupone; la faccia o lo sconforto di Lucio Cecchinello la dicono tutta, non puoi buttare ogni volta tutto alle ortiche, devi fare risultato ed alle volte questo significa cercare di non andare oltre le righe. Tiene dietro Vale dopo l’errore, lo segue in seguito al sorpasso e sembra poter non perdere il treno ma perde l’anteriore e butta via una gara fino a quel momento decisamente buona. Peccato. Voto 5

Ai piloti CRT va il mio sincero “Bravi Tutti”, perché partecipare ad una gara mondiale con quei trabiccoli giusto per far numero e con la consapevolezza di non poter portare a casa nulla (manco una mezza inquadratura) se non la soddisfazione personalissima fa onore a loro in primis.

Onikurai’s corner: World Superbike Round 1 (Phillip Island)

Da Onikurai, nostro “inviato speciale” di GTDrivers.it

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Praticamente stanotte ho dormito solo 2 ore dalle 23:00 di ieri sera all’una di stamane ma devo dire che “ne è stravalsa la pena!”

Si è aperto finalmente il mondiale SBK 2013 e lo ha fatto come di consueto, con 2 gare da incorniciare e che han tenuto belli svegli quelli che, come il sottoscritto, han preferito le curve ben pennellate dei piloti al dolce abbraccio di Morfeo.
Quest’anno tante novità regolamentari e non; la prima che salta all’occhio è l’adozione da parte di tutte le SBK di adesivi che ricalchino le forme dei fanali di serie, a voler ancora una volta rimarcare la provenienza di queste moto, inoltre ci sarà da divertirsi soprattutto in caso di condimeteo mutevoli con la regola che vuole un cambio di gomme in gara a mo’ di F1, infatti altra regola introdotta, e con la quale non son proprio daccordo, l’adozione di una sola moto per pilota non avrebbe consentito l’ovvio cambio di sella in caso di pioggia.
Complice la decisione di ritiro del buon Biaggi, passato ora in cabina di commento al fianco di Giulio Ranghieri ed al casuale Guido Meda, la griglia si mostra sguarnita di una moto con bello stampato il numero 1, la crisi ci mette poi il suo zampino con un numero di moto decisamente minore rispetto alle scorse edizioni,
Poco male…

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GARA 1: Checa, in sella alla neonata 1199 Panigale, parte dalla pole con un tempo stratosferico che l’avrebbe portato in prima fila e terza posizione se anche fosse partito in MotoGP dietro Stoner e Lorenzo, il che, tolti gli ovvi discorsi di gomme e riasfaltatura della pista, lascia presagire quel che nei giorni di prove non si era visto per problemi di salute e cadute dei due alfieri rossi: “la Ducati è tornata con un buon progetto in pista”, riuscirà a colmare durante la stagione il gap dagli avversari soprattutto in fatto di velocità di punta? Io ci credo, 17 titoli mondiali su 25 vorrà pur dire qualcosa…
Al suo fianco le due Aprilia, l’ufficiale di Laverty (già compagno del Corsaro Max Biaggi) e la privata del Team Red Devils di Michel Fabrizio. Seguono Sykes con la verdona (vicecampione per 1/2 punto lo scorso anno), Melandri, Guintolì, Camier, Haslam, Rea ed il resto della combriccola.
Sin dai primi giri si capisce che le moto da battere qui son le Aprilia, Laverty parte come un missile mettendo giù da subito un ritmo forsennato, Melandri si scambia la posizione con Checa un paio di volte e la sorpresa Haslam con la Honda CBR oscura quel Rea sempre osannato per la sua guida spavalda e sopra le righe. Sykes (infortunatosi a causa di una caduta durante i test) e Guintolì seguono il gruppetto. Intanto Fabrizio, complice una partenza con il freno a mano (più tardi confiderà di aver sbagliato l’inserimento della 2ª marcia) prova un recupero difficile, inseguito a ruota dall’altra BMW di Chaz Davies e Giuliano si ritira per problemi tecnici.
La gara è un continuo di sorpassi e controsorpassi, Guintolì riesce a sopravanzare Sykes, Checa, Melandri ed il compagno di squadra un po’ in debito di gomme ma la svolta negativa a 9 giri dal termine. Checa arriva lungo e centra la ruota posteriore di Melandri, i piloti finiscono entrambi a terra e lo spagnolo stenta a rialzarsi (più tardi sarà costretto ad un volo in ospedale per accertamenti ed a saltare gara 2, un bottino magro, per non dire tristemente pessimo per la Rossa ed il Team Alstare del buon Battà, rientrato nel mondiale con questa nuova sfida in rosso… rimandati ad Aragon).
Haslam con la Honda subisce il crollo delle sue gomme e perde posizioni vertiginosamente, peccato davvero, meritava qualcosina di più; Baz tallona il compagno di squadra Sykes e mentre Fabrizio a suon di giri veloci si porta alle spalle di Laverty agguantando il 3° gradino del podio, Davies sopravanza le due verdone e si mette in 4ª posizione.
Gli ultimi giri vedono Guintolì fuggire e la sfida tra Laverty e Fabrizio accendersi con bei sorpassi (fantastici quelli dalla curva 9 alla 12 del penultimo giro con porte sbattute in faccia e manovre belle decise), sfida che si concluderà sulla linea del traguardo con un distacco di soli 7 millesimi.
L’Inno di Mameli suona nei cieli Australiani, le Aprilia ufficiali e private monopolizzano il podio, sarà dura per gli altri anche in gara 2.

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Gara2: assenti Carlos e la sua Ducati tutti scalano di una posizione sulla griglia, la partenza è perfetta come da copione con Sykes e Melandri nelle prime posizioni seguiti dalle Aprilia ufficiali. Rea parte decisamente meglio, così come Fabrizio e Giuliano. Problemi dopo poche curve per Davies che finisce lungo e coinvolge nella sua uscita Baz ed Haslam. La sua BMW rimane danneggiata, rientra per cambiare la gomma posteriore divelta ma nell’incitazione generale finisce con l’esser punito con un Drive Trough, purtroppo il regolamento vuole che i meccanici intorno alla moto in causa di cambio gomme siano solo 3 e nel caso in questione ve n’era un quarto.
Stavolta il verdetto sembra perentorio con Melandri e la sua BMW in 3ª posizione e circondanto da 2 Aprilia da entrambe le parti.
Giuliano più tardi accuserà problemi di gomme perdendo la posizione su Sykes mentre il gruppo davanti si ricompatterà, complici alcuni passaggi record del buon Fabrizio, oggi in stato di grazia totale.
Negli ultimi giri Melandri prova il colpaccio in staccata su Laverty ma l’irlandese risponde immediatamente mettendo in atto il suo forcing che lo porterà a riagguantare il compagno Guintolì ed a sopravanzarlo. Melandri braccato da Michel cercherà di resistergli costringendo nell’ultimo passaggio il romano ad allargare la traiettoria e rialzare la moto in curva.
Si chiude così il primo appuntamento con lo strapotere messo in campo dalle Aprilia e con il solo Melandri in grado di resistere e controbbattere, con una kawasaki leggermente in affanno rispetto allo scorso anno, con la Honda di Rea e Haslam in cerca del bandolo della matassa e con un bel punto interrogativo sopra la Ducati; e la Suzuki? Camier aveva mostrato tanto durante i test ma la gara è stata altra cosa…

L’appuntamento è tra un mese a partire da oggi, sulla pista di Aragon, una pista ben differente da quella di Philip Island dove le 4 cilindri sicuramente faranno il bello e cattivo tempo e dove Melandri, Checa e Sykes in primis dovranno dare il massimo per contrastare la corazzata di Noale.

Piccolo appunto personale, la SBK meritava questa copertura mediatica (cosa che La7, per linea editoriale, non ha mai voluto o potuto dare), è sempre stata vista dai detrattori come un campionato di serie B, son certo che da qui a fine anno in molti cambieranno idea, dispiace un sacco per Vignando e soprattutto Sanchini, un posticino l’avrebbe meritato soprattutto quest’ultimo, magari come inviato dai box al posto di Budel che non capisco cosa centri con le moto… ma vabbé… ottima la visione di Max, si vede che ha la visione del pilota campione, preciso e puntuale, se dice “qui ed ora lo passa” lì la manovra avviene, una bella differenza con altri commentatori meno tecnichi ma con la lingua più sciolta.

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Eterna 037

Dopo i successi nel Gruppo B la “zero” continua a far parlare di sé anche nel XXI secolo

 A 30 anni esatti dalla sua prima apparizione sui campi di gara, esordio al Tour de Corse 1982 con Alen-Kivimaki, la Lancia 037 continua a far parlare di se contribuendo ad alimentare il mito del prestigioso marchio torinese e dimostrando come il fascino che emana sia tutt’altro che svanito. Alla faccia di chi vuole ridurre la Lancia ad una sottomarca della Chrysler per il mercato europeo.

La 037 stradale.

La 037 stradale.

 Un po’ di storia

 Dopo la felice parentesi della 131 Abarth, il gruppo Fiat decise di delegare nuovamente alla Lancia il ruolo di marchio di punta del gruppo torinese nei rally.  Alla Lancia non si fecero pregare e si misero subito al lavoro su un progetto che fosse in grado di competere nel neonato Gruppo B che sarebbe stato l’unico valido per i campionati mondiali a partire dal 1982 e che garantiva una notevole libertà regolamentare senza il vincolo di grandi volumi di produzione (bastavano 200 esemplari ad omologare un modello più 20 per ogni evoluzione). Inizialmente, chiedendosi se utilizzare un modello già esistente o realizzare qualcosa di inedito, furono prese in considerazione tre ipotesi per la nuova vettura: un modello su base Fiat Ritmo ma con motore centrale (tipo Renault 5 Turbo), uno su base Delta con configurazione anteriore/posteriore e un terzo, molto ambizioso, concettualmente ispirato alla Stratos con motore Ferrari V8 centrale e telaio tubolare. Alla fine si decise per un compromesso, sia per ragioni di tempo che di economia di scala. Si partì dalla sezione centrale della Lancia Montecarlo a cui si aggiunsero due strutture tubolari per ospitare gli organi meccanici anteriori e posteriori.

Alen (in foto), Rohrl, Vudafieri, Bettega. 4 Lancia ai primi quattro posti del Tour de Corse 1983.

Alen (in foto), Rohrl, Vudafieri, Bettega. 4 Lancia ai primi quattro posti del Tour de Corse 1983.

All’epoca, infatti, la Montecarlo era prodotta da Pininfarina nelle sue linee di montaggio dove si utilizzavano metodi quasi artigianali, risultava quindi più facile modificare un telaio già esistente piuttosto che progettarne uno ex-novo. Per quanto riguarda il motore, collocato longitudinalmente in posizione centrale, fu scelto il quattro cilindri Abarth della 131 a iniezione meccanica a cui fu aggiunto un compressore Volumex. Scelta giustificata dal fatto che all’epoca il compressore era ritenuto più affidabile e facile da mettere a punto rispetto a un turbo, garantendo inoltre un’erogazione migliore ai bassi regimi a scapito però della potenza massima.

Le sospensioni seguivano soluzioni tipicamente pistaiole come lo schema a parallelogramma. Al posteriore spiccano poi i doppi ammortizzatori, una soluzione per l’epoca inedita, con lo scopo di dissipare meglio il calore causato dalle numerose sollecitazioni dei percorsi sterrati. Per vestire il telaio fu scelta una carrozzeria in vetroresina che richiamava le forme della Lancia Montecarlo di serie. Il risultato finale fu una vettura dall’aspetto e dalle prestazioni di una vera e propria auto da corsa, che pesava meno di 1000 Kg e che erogava una potenza che dai 280 CV delle prime versioni sarebbe arrivata ai 350 dell’ultima evoluzione.

 

Acropolis 1983: la 037 conquista una clamorosa doppietta con Walter Rohrl e Markku Alen che dominano la competizione.

Acropolis 1983: la 037 conquista una clamorosa doppietta con Walter Rohrl e Markku Alen che dominano la competizione.

Lo svantaggio della 037, così come quello delle prime Gruppo B, era la trazione solo al posteriore che non sarebbe stato un problema se di fronte non ci fosse stata l’Audi che con la Quattro portò la trazione integrale nei rally. Tuttavia la Quattro, almeno fino all’arrivo della Sport Quattro S1, era ancora sostanzialmente una vettura Gruppo 4 e si presentava meno estrema della 037. Era infatti una vettura stradale modificata per le corse (e non viceversa come accadde per la 037 o la Renault 5 Turbo e per tutte le Gruppo B a seguire) che però dalla sua aveva le quattro ruote motrici che la rendevano formidabile sui fondi a scarsa aderenza. La rinuncia alla trazione integrale fu però una scelta consapevole da parte di Lancia, infatti Cesare Fiorio, dato il poco tempo a disposizione, decise che puntare su una tecnologia nuova avrebbe creato più problemi che altro, specialmente se di fronte si aveva un avversario che aveva speso anni per metterla a punto. Quindi meglio affidarsi ad un’impostazione convenzionale ma collaudata e sviluppare in parallelo la trazione integrale che anni dopo avrebbe equipaggiato il “mostro” S4. La scelta si rivelò vincente, infatti la Lancia, che poteva contare su una squadra corse e su un’organizzazione che non aveva eguali nel mondo di rally, si fece valere dominando sull’asfalto e sfruttando a suo favore la prontezza fornita dal Volumex, la leggerezza e l’agilità che le permisero di conquistare il mondiale costruttori 1983 per due soli punti sull’Audi.

 “Pedro” e 037, coppia vincente nel 2012

"Pedro" in azione al Rally dell'Isola d'Elba.

“Pedro” in azione al Rally dell’Isola d’Elba.

  Ma i successi della “zero” non si limitano ai lontani anni ’80. A partire dal 2012 infatti la FIA ha deciso di estendere il Campionato Europeo Rally Storici anche alle Gruppo B ma solo fino al 1985 (i mostri come Delta S4 e 205 T16 sono considerati fuorilegge dalla FIA). A questo campionato ha preso parte anche Massimo “Pedro” Pedretti con una 037 preparata dalla K-Sport che con 8 vittorie su 11 gare si è aggiudicato il titolo davanti al norvegese Christian Jensen anche lui su 037. La “zero” continua quindi a mietere successi contro gli stessi avversari di allora dimostrando quello che è il vero valore del lavoro svolto dagli ingegneri Lancia oltre 30 anni fa.

La 037 riceve la trazione integrale: 037 4WD-H

Ma la “zero” negli ultimi tempi non ha fatto solo parlare di sé per le vittorie in gare riservate alle vetture storiche grazie al mix perfetto di prestazioni ed affidabilità, anzi c’è anche chi ha pensato di darle nuova vita fornendole quella trazione integrale che a suo tempo avrebbe potuto garantirgli di lottare alla pari con l’Audi. E come se non bastasse si tratta di una 4×4 ibrida, con la trazione posteriore meccanica e quella anteriore elettrica. Insomma una vettura del passato interamente proiettata nel futuro!

 

Lo staff che ha lavorato alla 037 4WD-H al completo

Lo staff che ha lavorato alla 037 4WD-H al completo

L’idea è partita dall’ing. Claudio Lombardi, già artefice delle Lancia rally tra il 1982 e il 1991, ex Ferrari F1 (1991-’99) e padre del 4 cilindri della Aprilia RSV4. Insomma uno che la 037 la conosce bene e che di motori se ne intende. In realtà l’idea originale era quella di realizzare una vettura laboratorio per mettere a punto una 4×4 ibrida, solo in seguito la scelta è ricaduta sulla 037 per la sua versatilità grazie al telaio tubolare e al motore posteriore che davanti lascia tanto spazio per il motore elettrico, le batterie e gli organi di trasmissione. Naturalmente tutti gli organi di trasmissione anteriori sono stati realizzati partendo da zero dalla Graziano-Oerlikon per adattarsi ad un unità fornita dalla Moog che eroga 85 CV e 133 Nm di coppia a 18mila giri. Contrariamente però a quanto accade altrove nel mondo delle competizioni, Audi R8 e-tron Quattro, la trazione sulle ruote anteriori è permanente garantendo quindi sempre la massima aderenza e prestazioni. Tuttavia le batterie al presente non possono garantire più di 50 Km di autonomia ma questa è solo la fase 1 del progetto, adottata al momento della presentazione in occasione del Rally Legend 2012. Lombardi prevede infatti di ridurre le batterie ed adottare una macchina elettrica collegata all’unità termica in modo da avere un generatore che ricarichi le batterie o che fornisca potenza aggiuntiva al motore elettrico garantendo quindi un’autonomia praticamente illimitata.

L'unità elettrica della 037 di Volta.

L’unità elettrica della 037 di Volta.

Ma gli aggiornamenti non finiscono qui. Il motore è stato infatti dotato dell’iniezione elettronica, grazie all’intervento della Magneti Marelli, a cui si aggiungono le centraline, fornite dalla Actua, necessarie a far dialogare l’unità termica con quella elettrica. Infatti la quantità di coppia fornita dal motore anteriore viene decisa in funzione delle condizioni di frenata/accelerazione, angolo di sterzo, pressione nel collettore di aspirazione, ecc… Nella fase 2 del progetto la centralina si occuperà anche di gestire i flussi di energia tra gli assi cercando di ridurre l’uso delle batterie al minimo.

 Quella di Lombardi è quindi una vettura sperimentale che probabilmente prenderà parte a pochi eventi ma che contribuirà a sviluppare, grazie anche alla futura collaborazione con Miki Biasion, soluzioni innovative nell’ambito delle vetture ibride da competizione. Tuttavia è significativo come un’auto concepita più di 30 anni fa sia ancora in grado di esercitare un certo fascino non solo sugli appassionati ma anche sugli addetti ai lavori.

© Matteo Di Giovanni

La 037 di Volta in un'indeita livrea Martini rossa.

La 037 di Volta in un’indeita livrea Martini Racing rossa.