Formula 1: le statistiche lasciano il tempo che trovano? Dipende.

Alla fine dell’ultimo GP del Giappone Fernando Alonso ha toccato quota 1571 punti in carriera, superando così Michael Schumacher nella graduatoria di tutti i tempi (rimasto a “soli” 1566 punti). Ma siamo davvero sicuri che un confronto del genere abbia veramente senso? Basterebbe notare che dal 2010 al vincitore vengono assegnati ben 25 punti contro i 10 degli anni precedenti (negli anni ’50 ne venivano assegnati solo 8 più uno per il giro più veloce in gara). In più oggi si corrono minimo 18 gare a stagione contro le 14-15 degli anni ’70 e le 9 tipiche dei campionati a cavallo degli anni ’50-’60. E’ quindi giusto confrontare il numero di punti accumulati da Alonso o Vettel o qualsivoglia altro pilota contemporaneo con quelli accumulati da piloti come Fangio, Moss e gli altri delle generazioni passate? Pensate che Fangio in tutta la sua carriera ha conquistato 277 punti mentre nel solo 2012 Fernando Alonso ne ha portati a casa 278 senza neanche vincere il mondiale!

Che vuol dire questo? Rende impossibile qualsiasi confronto tra ieri e oggi? Non si può più provare a fare confronti oggettivi tra i piloti del presente e del passato? E’ ovvio che qualsiasi tipo di confronto è sempre stato difficile e che le statistiche sono come sempre freddi numeri che poco tengono conto delle vicende di un pilota che magari ha vinto poco e per questo verrebbe tenuto fuori dall’olimpo dei campioni. Ad esempio Stirling Moss alla voce titoli mondiali vinti non può che riportare un misero 0, ma questo è sufficiente ad eslcuderlo dal novero dei più grandi di sempre? No di certo.  Eppoi diciamoci la verità, i numeri uno se li rigira sempre come più gli fa comodo.

Si può pero cercare di rendere i numeri, o meglio le statistiche, ancora più oggettive utilizzando un semplice espediente: le percentuali punti presi/punti disponibili. In questo modo si terrebbe automaticamente conto del diverso numero di gare nel corso delle stagioni ma anche dei differenti sistemi di punteggio che nel corso degli anni sono cambiati più volte. Ovviamente un accurato studio statistico richiederebbe forse qualche considerazione in più al momento del calcolo, si potrebbero far pesare di meno i punti di oggi, dato che anche il decimo ne prende almeno 1, e di più quelli delle stagioni passate (vi ricordate quando solo i primi 6 avevano diritto ai punti?). Però per semplicità possiamo limitarci a sommare i punti totali raccolti dal pilota, quelli totali disponibili e fare il rapporto. Già così si ottengono dei dati interessanti.

Partiamo da uno dei più grandi di sempre, il primo mattatore della F1: Juan Manuel Fangio. In totale l’argentino ha disputato 51 GP tra 1950 e 1958 conquistando 277 punti (senza tener conto degli scarti) su 459 disponibili (compresi quelli assegnati per il GPV in gara) per una percentuale del 60%. Facciamo adesso un salto al presente. Al GP del Giappone 2013 Sebastian Vettel ha raccolto 1351 punti in un arco di tempo che va dal 2007 al 2013 in cui era possibile raccogliere 2255 punti, ovvero l’austriaco ha conquistato il 60% dei punti totali come il grande Fangio! Evidentemente in comune i due non hanno solo il fatto di trovarsi sempre sulla macchina giusta al momento giusto.

E Alonso? Il pilota Ferrari esordì nel lontano 2001 con la Minardi raccogliendo fino ad oggi 1571 punti, appunto. Avesse vinto tutte le gare avrebbe raccolto 3225 punti (guarda caso esattamente 1000 in più di Vettel), la sua percentuale è quindi appena del 49%. Se andiamo a vedere Michael Schumacher, nella sua ventennalle carriera ha raccolto invece appena il 40% dei punti totali disponibili nelle gare da lui disputate (avendo anche tenuto della sua assenza in seguito all’incidente del 1999).

Andando invece a vedere qualche altro pilota del passato, Niki Lauda si ferma a un misero 27% (420,5 punti su 1539) dietro anche a Stirling Moss (28%).

Adesso potete quindi divertirvi a calcolarvi le percentuali dei vostri piloti preferiti della varie epoche e confrontarli tra loro. In questo modo avrete un quadro sicuramente più oggettivo di quello fornito dai puunti totali. Anche se continuo a pensare che le nude cifre non rendano giustizia ad un pilota o atleta che sia.

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