Il gioco dell’anno (fino ad ora)? LA Noire!

Sì, avete letto bene: L.A. Noire, il capolavoro pubblicato dalla Rockstar Games in aprile e sviluppato dal Team Bondi. Rockstar Games che ultimamente ha sfornato solo giochi di qualità, dal sempiterno GTA al western crepuscolare di Red Dead Redemption.

Rispetto ai giochi oggi in commercio, LA Noire si pone in una chiave del tutto nuova ed esce dagli schemi convenzionali a cui siamo abituati. Il giocatore viene catapultato nella Los Angeles del 1947 nei panni dell’eroe di guerra e neo agente del LAPD Cole Phelps. Si parte naturalmente dal basso, dall’attività di pattuglia che Phelps è costretto a svolgere come recluta nella polizia di Los Angeles, e col progredire del gioco si arriva fino alla squadra narcotici, il massimo a cui aspirava uno sbirro di LA in quegli anni.

Nella sua permanenza alla omicidi, Phelps si troverà a dover risolvere casi come quello della "Dalia Nera".

Nella sua carriera Phelps si troverà a risolvere vari casi della più svariata natura, dalla semplice scomparsa di persona al traffico di morfina proveniente dai surplus dell’esercito. E qui entra in gioco la novità rivoluzionaria messa in atto dal Team Bondi, non si tratta infatti di un’azione passiva, dove le indagini vengono svolte dall’IA, ma è proprio il giocatore a dover raccogliere indizi, compiere interrogatori, pedinare sospetti e infine trovare il colpevole. Ogni informazione verrà poi raccolta nel taccuino di Phelps che può essere consultato in ogni momento. Non manca però l’azione con sparatorie, scazzottate e inseguimenti. Naturalmente nella maggior parte dei casi le indagini tendono a “risolversi da se” con la confessione spontanea del sospetto dopo un interrogatorio o di fronte a prove schiaccianti, ma in diverse occasioni si tratta di incriminare uno tra due sospetti. Tuttavia più un giocatore è abile a raccogliere indizi e a porre le domande giuste, prima riuscirà a risolvere un caso. Abilità che deve essere anche quella di osservare le reazioni di un sospetto durante un interrogatorio per capire se stia mentendo o meno, questo grazie a una nuova tecnologia che permette di trasferire le espressioni facciali degli attori su cui si basano i personaggi in modelli computerizzati che riproducono nei minimi particolari i movimenti di ogni singolo muscolo facciale, dal deglutire allo storcere la bocca.

Phelps su una scena del crmine

Al termine di ogni caso al giocatore verrà assegnata una valutazione che sarà influenzata dal numero di indizi raccolti, dal numero di domande giuste poste in un interrogatorio e dal numero di “danni” commessi durante un caso. Sì, danni. Perché durante ogni indagine Phelps si troverà a dover girare in macchina per la Los Angeles degli anni ’40 ricostruita nei minimi particolari e che può essere esplorata da cima a fondo. Quindi sarà inevitabile che durante un inseguimento si faccia qualche incidente o che si danneggino le proprietà pubbliche. Inoltre, una volta che verranno risolti tutti i casi di un dipartimento, sarà disponibile la modalità “free roaming” relativa a quel dipartimento dove ci si può divertire a girare per le strade di LA e risolvere i crimini di strada (40 in tutto).

In LA Noire non manca l'azione.

Degna di nota è anche la trama che attinge a piene mani alla tradizione noir  americana, facendo più che felici i fan di scrittori come Chandler ed Ellroy. Non vengono meno alcune riflessioni più profonde sulla guerra e le conseguenze che ha sulla socità. Molto curata anche la colonna sonora.

Vale ora la pena spendere qualche parola in più sulla città interamente ricostruita in 3D. Naturalmente non tutta la città è stata trasferita nel gioco ma solo tre dipartimenti: Hollywood, Wilshire e Central. Tuttavia la mappa è abbastanza ampia da consentire di passare le ore ad esplorare i luoghi più nascosti di LA. E’ inoltre presente una serie di luoghi famosi da scoprire e che possono essere esplorati anche dall’interno. Anche

il parco auto è piuttosto ampio con quasi un centinaio di modelli diversi da guidare. Si va dalla classica auto della polizia bianca e nera al furgone del coroner, dalla fuoriserie all’auto di famiglia. Anche qui il giocatore di può divertire a cercare una serie di veicoli speciali nascosti nei garage di LA.

Naturalmente il gioco non è esente da difetti. Infatti a volte la grafica non è fluida come si vorrebbe e sono presenti alcuni glitch, niente di fastidioso però. A volte possono risultare irritanti anche gli interrogatori dove Phelps fa domande che sembrano non c’entrare niente col contesto generale disorientando il giocatore. Difetti però trascurabili per un gioco tanto innovativo come LA Noire.

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