30 anni di carbonio in Formula 1

La McLaren Mp4/1

In occasione dell’ultimo Gran Premio di Gran Bretagna di Formula 1 in molti hanno festeggiato la vittoria di Fernando Alonso ricordando che su quella stessa pista, esattamente sessant’anni prima, Froilàn Gonzales conquistava la prima vittoria della Ferrari nella massima Formula. Tuttavia, in pochi hanno ricordato che su quello stesso circuito, esattamente trent’anni fa, avveniva quella che può essere considerata una delle svolte epocali della Formula 1, uno degli eventi che sancisce la nascita della Formula 1 moderna: la vittoria della McLaren Mp4/1 progettata da John Barnard, prima vettura con il telaio interamente realizzato in fibra di carbonio.

Occorre tuttavia fare un salto indietro nel tempo per capire come è nata questa vettura. Alla fine degli anni ‘70, infatti, la McLaren si trovava in crisi di risultati e la vena creativa che aveva portato ai successi di Fittipaldi e Hunt sembrava ormai esaurita. L’erede della gloriosa M23, la M26, si rivelò un vero fallimento e l’avvento dell’effetto suolo mandò in crisi i tecnici McLaren che progettarono una serie di vetture convenzionali e poco competitive.  Nel 1980 le cose non sembravano voler migliorare: la McLaren, con al volante John Watson e Alain Prost, si classificò terz’ultima nel mondiale costruttori con soli 11 punti, quattro in meno dell’anno precedente. L’unica consolazione fu quella di piazzarsi davanti alla Ferrari che quell’anno visse una delle sue stagioni peggiori. La scuderia fondata da Bruce McLaren nel 1964 sembrava quindi destinata al fallimento entro pochi anni. Tuttavia la Marlboro, sponsor della scuderia fin dagli anni ’70, preoccupata dagli scarsi risultati e dalla mancanza di idee per il futuro, cominciò a fare pressioni su Teddy Mayer, l’allora proprietario della McLaren, affinché trovasse una soluzione.

Contemporaneamente Ron Dennis, un ex meccanico improvvisatosi manager, aveva fondato un team di Formula 2 e non nascondeva l’ambizione di sbarcare in Formula 1. Per questo aveva allestito una nuova struttura che chiamò Project Four. Dennis contattò quindi un giovane ingegnere che a metà anni ’70 aveva lavorato per breve tempo proprio in McLaren ma che poi era emigrato in America dove aveva lavorato con successo alla Chaparral. Quest’uomo era John Barnard, colui il quale sarebbe stato alla base delle invincibili McLaren degli anni ’80 e che avrebbe più tardi collaborato con la Ferrari.

Ingaggiato Barnard, Dennis fece un’offerta per rilevare la McLaren, offerta che Teddy Meyer fu costretto ad accettare dalla Marlboro che premeva per un rinnovamento del team. Avvenne così la fusione tra McLaren e Project Four e, a sancire l’unione tra le due strutture, a partire dal 1981 le nuove vetture da F1 sarebbero state caratterizzate dalla sigla Mp4 (McLaren Project Four), ancora oggi utilizzata. Barnard fu quindi messo a capo della direzione tecnica e si diede da fare per la realizzazione di una vettura innovativa con il supporto degli ingenti fondi stanziati dalla Marlboro. Grazie alla sua esperienza americana, Barnard era entrato in contatto con il mondo della Silicon Valley dove si trovavano aziende all’avanguardia nella lavorazione e nell’utilizzo di nuovi materiali. Sfruttando le sue conoscenze oltreoceano, Barnard si rivolse quindi alla Hercules Aerospace, un’azienda specializzata nella lavorazione di materiali compositi. La collaborazione con l’azienda americana diede vita al progetto di un telaio interamente realizzato in fibra di carbonio e composto da sole cinque parti contro le oltre cinquanta che servivano ad allestire un telaio in alluminio rivettato. Il processo di realizzazione prevedeva che le singole parti del telaio fossero realizzate dalla Hercules negli Stati Uniti e che poi venissero spedite in Inghilterra, dove sarebbero state assemblate a caldo e sotto vuoto in autoclave. L’unica parte del telaio realizzata in alluminio era la struttura deformabile del muso a cui era ancorato l’alettone. Inoltre il telaio in carbonio non aveva funzioni di carrozzeria ma era rivestito da pannelli di vetroresina e alluminio.

Contrariamente a quanto molti pensavano, Barnard non scelse la fibra di carbonio per la sua leggerezza, ma per l’enorme rigidità torsionale che permette di realizzare telai dalla sezione estremamente ridotta nella parte inferiore. Infatti, Barnard aveva intuito che, quando sarebbero state abolite le minigonne, i flussi sul fondo della vettura sarebbero stati fondamentali per recuperare aderenza e l’adozione del carbonio avrebbe permesso di adottare soluzioni più estreme. Sfortunatamente la nuova vettura, ribattezzata Mp4/1, si presentava fin troppo convenzionale nel motore. Infatti, montava ancora il vecchio Cosworth V8 aspirato nel momento in cui tutti i team di vertice si stavano convertendo al motore turbo.  Solo nella seconda parte della stagione 1983 verrà montato il Tag-Porsche turbo.

John Watson al volante della Mp4/1

L’esordio, avvenuto al secondo GP della stagione 1981 e per mano del solo Watson, fu abbastanza incoraggiante grazie a un quinto posto e fugò i dubbi che Dennis nutriva sulla bontà dell’uso della fibra di carbonio che all’epoca rappresentava una vera e propria incognita. Il primo podio arrivò al GP di Spagna, risultato che fu bissato due settimane dopo in Francia subito prima della storica vittoria di Silverstone. Vittoria che fu tuttavia alquanto fortunosa. Watson partiva infatti sesto alle spalle del compagno di squadra De Cesaris e sul veloce tracciato britannico i motori aspirati non avevano speranze contro i turbo. Al primo giro Watson è nono mentre De Cesaris si ritira per incidente. Tuttavia Watson recupera sin da subito e, aiutato dai ritiri delle vetture che lo precedono, al 17esimo giro si ritrova secondo ma fortemente attardato dal battistrada Arnoux. Il francese tuttavia rompe uno scarico e comincia a perdere secondi preziosi, così Watson lo raggiunge e, dopo una difesa disperata del francese, al 60esimo giro balza in testa dove rimarrà fino alla fine. Arriva così la prima vittoria per una vettura con telaio interamente realizzato in carbonio. A fine stagione la McLaren si classificherà sesta, subito dietro la Ferrari dimostrando che la Mp4/1 ha ampissimi margini di sviluppo. Verrà infatti utilizzata fino al 1983 e nel rocambolesco 1982 John Watson sfiorerà il titolo mondiale. La nuova scocca in carbonio aveva anche dimostrato come si fossero innalzati gli standard di sicurezza grazie a questa nuova tecnologia. Sia Watson che De Cesaris uscirono infatti più volte indenni da incidenti spaventosi, come quello che ebbe il britannico ebbe a Monza dove distrusse la sua McLaren.

Watson festeggia la vittoria di Silverstone.

L’era del carbonio era però appena iniziata. Infatti, nel giro di un paio d’anni, praticamente tutti si convertiranno all’uso dei materiali compositi sia per la loro leggerezza che per la loro resistenza. Queste tecnologie sarebbero poi arrivate, diversi anni più tardi, anche sulle supercar stradali quali la McLaren Mp4/12C e la Lamborghini Aventador. Inoltre l’evolversi della tecnologia avrebbe permesso di realizzare telai sempre più complessi e sicuri in grado di resistere agli incidenti più violenti. C’è da dire, comunque, che la Mp4/1 non è stata la prima vettura in assoluto a fare largo uso di materiali compositi, questo privilegio spetta alla famigerata Lotus 88 a doppio telaio che comunque ebbe scarso successo anche perché dichiarata illegale.

(© Matteo Di Giovanni)

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